Messaggio a conclusione della XI edizione del Grande Presepe Vivente. Domenica 13 gennaio 2019.

A differenza del discorso di apertura tenuto nel momento in cui ho voluto radunare in Chiesa sia le maestranze che avevano curato l’allestimento sia i figuranti che, numerosi, si apprestavano ad animare le tante scene del percorso che di lì a poco sarebbe stato intrapreso dai primi visitatori nella sera del giorno di santo Stefano, la conclusione della grande iniziativa è ora affidata ad un messaggio scritto.

In qualche circostanza ho già dichiarato di sentirmi fiero, anzi fierissimo, di quanto i nostri maestri hanno, ancora una volta, dimostrato di saper realizzare. Fiero, ovviamente, anche dei tanti nostri fedeli che hanno collaborato in qualità di figuranti. Quale tenerezza nel vedere intere famiglie presenti tra le varie scene del presepe!

Riconoscimento alla bravura ed alla capacità dei numerosi maestri! Ringraziamento alle famiglie casarlanesi che non hanno fatto mai mancare il proprio aiuto! Gratitudine a tanti altri, spesso rimasti nell’ombra, per la fattiva e schietta collaborazione! Compiacimento per un’impresa che ha stupito, meravigliato, edificato, sorpreso, impressionato, sbalordito! Non c’è stato ospite, spesso provenienti da lontano, che non abbia manifestato la contentezza di aver visitato l’opera di Casarlano. Quando mi si rivolgevano per esprimere i propri complimenti non potevo che ripetere che di mio non vi era nulla e che tutto il merito andava attribuito ai miei carissimi fedeli, i figli della parrocchia di Casarlano.

Tra le migliaia di visitatori voglio ricordare il nostro vescovo, don Franco Alfano, accompagnato dall’anziana mamma e da alcuni familiari e le monache domenicane di clausura delle “Grazie” di Sorrento che subito accolsero il mio invito anche per poter essere sul luogo in cui si era costituita, nel lontano passato, la prima presenza domenicana nella nostra terra.

Se tanti sono stati i nostri ospiti in queste undici serate, avremmo voluto che molti altri non avessero trascurato o perso l’opportunità di godere di questa singolarissima esperienza natalizia che richiede di essere non solo conservata nei ricordi, ma riproposta nel futuro anche per rispondere all’attesa che costantemente si crea e si rinnova.

Il mirabile scenario del presepe ha offerto un’ineguagliabile presentazione del nostro storico borgo e della nostra profumata ed incomparabile collina di Casarlano. Avevamo anche questa responsabilità e avete dimostrato di esserne pienamente all’altezza. Ho ripetuto che il presepe avrebbe offerto, ancora una volta, l’occasione di far conoscere Casarlano e le sue potenzialità. E, di fatti, non vi sarebbe potuto essere modo migliore per far apprezzare a tante persone l’abilità e la dedizione della gente di Casarlano.

Ora che i giorni delle visite si sono compiuti, io rinnovo la consapevolezza di essermi trovato dinanzi e dentro non ad una qualsiasi iniziativa natalizia, ma dinanzi e dentro qualcosa di bello e di grande e che, propriamente, si è guadagnato il titolo di “Grande Presepe Vivente”. Ciascuno di voi ha svolto la propria parte e ciascuno ha saputo svolgerla al meglio. A questo aggiungo che avete saputo offrire ai tanti e graditi ospiti innanzitutto un gesto di fede nel mistero del Natale, ma anche un quadro di evidente generosità e di indubbia abilità. A me resta il privilegio di aver servito e guidato questa comunità parrocchiale che può vantarsi di essere consacrata alla Madre del Verbo, dolcemente invocata “Santa Maria di Casarlano”.

don Beniamino