Origine

Si vuole che agli inizi del 1400, nei pressi della collina sorrentina di Casarlano, miracolosamente scavando sotto un albero si rinvenne un’immagine della Madonna assisa in trono avente il Bambino sulle ginocchia tra l’apostolo Pietro ed il precursore S. Giovanni Battista.

L’Arcivescovo del tempo Mons. Bartolomeo De Misurata (1413-1440), a seguito delle numerose richieste dei fedeli del luogo, autorizzò la costruzione di una chiesa per accogliere la sacra effige da tutti invocata S. Maria di Casarlano, e poiché nel 1423 la regina di Napoli Giovanna II possedeva in tale località una sua casa attigua alla chiesa, nel 1423 la donò ai frati domenicani del convento napoletano di S.Pietro Martire, questi con l’aiuto finanziario del nobile sorrentino Pietro Ammone, l’ingrandirono fondandovi una grancia ove nel 1425 vi si stabilì una piccola comunità di frati; e fu lo stesso Arcivescovo Bartolomeo che affidò ai domenicani non solo la chiesa di Casarlano, ma anche la cura dei fedeli delle contrade di Lavaturo, Baranica, Cesarano e S. Lucia a Fuorimura.

Anche quando in seguito i padri domenicani si trasferirono nel 1568 nel più grande convento di S. Vincenzo a Sorrento, a Casarlano vi restò sempre un frate che continuò ad officiare la chiesa, tanto che quando nel 1620 Mons. Giovannantonio Angrisani elevò la chiesa di S. Maria di Casarlano a Parrocchia, ne affidò sempre la cura ad un frate domenicano.

Si suppone che fu in tale periodo che venne fondata anche una confraternita laicale intitolata al Rosario, istituzione allora molto propagandata in tutto il regno napoletano dal domenicano padre Callisto da Misanello, ma con precisione nulla si può asserire.

La prima notizia certa di tale confraternita c’è la dà il notaio Giovanni d’Andrea D’Arco in un suo atto del 16 Gennaio 1634, ed appartiene alla stessa epoca la lapide sepolcrale tutt’ora esistente nella Sagrestia su cui sono incise due persone in un atteggiamento di preghiera, con il Rosario tra le mani, sia un Confratello che una Consorella, con la seguente iscrizione:

“UT UNA ESSET CORPORUM ANIMARUMQUE SOCIETAS CONFRATES SANCTISSIMI ROSARII POSUERE. A. D. MDCXXXVI” (“I Confratelli del Santissimo Rosario posero (questa lapide) affinchè la Confraternita fosse una sola cosa di anime e di corpi, nell’anno 1636”).

Poiché anche nel convento sorrentino di S.Vincenzo i Padri Domenicani avevano fondato un’altra Confraternita laicale del S. Rosario, questa nel 1634 inviò una supplica all’Arcivescovo in cui si chiedeva che nelle processioni cittadine il sodalizio di S. Vincenzo avesse la precedenza tra le altre simili istituzioni, ed in modo speciale su quella di Casarlano. Ma nel Sinodo Diocesano tenuto dal Mons. Antonio del Pezzo nel 1654 le cui conclusioni furono date alle stampe, si nota che nella chiamata per le processioni, la confraternita del Rosario di Sorrento risulta prima, mentre quella di Casarlano è la terza, quindi è palese che a questa venne riconosciuta la maggiore anzianità di fondazione. Purtroppo nel corso dei secoli e le vicissitudine degli eventi con il forzato allontanamento dei Padri domenicani a seguito della loro soppressione voluta dal nuovo Re di Napoli Gioacchino Murat, il 7 Agosto 1809, la confraternita di Casarlano a poco a poco si era del tutto estinta, tanto che ne restava il solo ricordo storico.

Avendo però il Concilio Ecumenico Vaticano II stimolato il senso di responsabilità dei laici nel campo dell’apostolato con un impegno maggiore, alcuni fedeli espressero il desiderio di far nuovamente rinascere la Confraternita di Casarlano, e con l’aiuto del Parroco D. Antonino Gargiulo e su precisa indicazioni dell’Ufficio Diocesano per le Confraternite, si è approntato un nuovo STATUTO dell’Ente che,  discusso dai Confratelli, è stato approvato all’unanimità nell’Assemblea del 20 Novembre 1993. Presentato poi al vaglio della Rev. ma Curia Arcivescovile di Sorrento che constatata la sua validità dall’Ordinario Diocesano che con proprio DECRETO del 21 Gennaio 1994 è stato definitivamente approvato.