12 SETTEMBRE ORE 20.00 ADORAZIONE EUCARISTICA NELL’ARENA DI CASARLANO

Carissimi,

in occasione del prossimo Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco,

ho pensato di organizzare un’ Adorazione Eucaristica nell’Arena che ci ha accolti per la passata edizione di “Aperti per Ferie”, il 12 Settembre alle ore 20.00in questo modo prepariamo il cuore e non tralasciamo la nostra identità. La Nuova Evangelizzazione, quella autentica, chiede innanzitutto l’incontro col Signore Crocifisso e Risorto; annunciare a noi stessi che Lui è il Signore della nostra storia e poi trasmetterlo a chi è fuori.

Chiede la riflessione e la formazione, la catechesi e la celebrazione del giorno del Signore; perché un cristiano non può permettersi di adagiarsi. Non è colui, come diceva don Primo Mazzolari, che ha le “mani pulite” per poi tenerle comodamente in tasca…è colui che vive la dimensine della famiglia e nutre la sua appartenenza a quella parrocchiale.

Sappiamo bene che anche il nostro Dio non tiene le mani in tasca, ma è pronto a donarci l’abbraccio misericordioso. Andiamo al roveto ardente per riscaldare i nostri cuori e ritemprare le ginocchia fiacche!

don Fabio

Di seguito, aggiungo la lettera del Santo Padre.

LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
CON LA QUALE SI CONCEDE L’INDULGENZA
IN OCCASIONE DEL GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA

 

Al Venerato Fratello
Mons. Rino Fisichella
Presidente del Pontificio Consiglio
per la Promozione della Nuova Evangelizzazione

La vicinanza del Giubileo Straordinario della Misericordia mi permette di focalizzare alcuni punti sui quali ritengo importante intervenire per consentire che la celebrazione dell’Anno Santo sia per tutti i credenti un vero momento di incontro con la misericordia di Dio. È mio desiderio, infatti, che il Giubileo sia esperienza viva della vicinanza del Padre, quasi a voler toccare con mano la sua tenerezza, perché la fede di ogni credente si rinvigorisca e così la testimonianza diventi sempre più efficace.

Il mio pensiero va, in primo luogo, a tutti i fedeli che nelle singole Diocesi, o come pellegrini a Roma, vivranno la grazia del Giubileo. Desidero che l’indulgenza giubilare giunga per ognuno come genuina esperienza della misericordia di Dio, la quale a tutti va incontro con il volto del Padre che accoglie e perdona, dimenticando completamente il peccato commesso. Per vivere e ottenere l’indulgenza i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa, aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal Vescovo diocesano, e nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del desiderio profondo di vera conversione. Ugualmente dispongo che nei Santuari dove si è aperta la Porta della Misericordia e nelle chiese che tradizionalmente sono identificate come Giubilari si possa ottenere l’indulgenza. È importante che questo momento sia unito, anzitutto, al Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della santa Eucaristia con una riflessione sulla misericordia. Sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la professione di fede e con la preghiera per me e per le intenzioni che porto nel cuore per il bene della Chiesa e del mondo intero.

Penso, inoltre, a quanti per diversi motivi saranno impossibilitati a recarsi alla Porta Santa, in primo luogo gli ammalati e le persone anziane e sole, spesso in condizione di non poter uscire di casa. Per loro sarà di grande aiuto vivere la malattia e la sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore che nel mistero della sua passione, morte e risurrezione indica la via maestra per dare senso al dolore e alla solitudine. Vivere con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la comunione o partecipando alla santa Messa e alla preghiera comunitaria, anche attraverso i vari mezzi di comunicazione, sarà per loro il modo di ottenere l’indulgenza giubilare. Il mio pensiero va anche ai carcerati, che sperimentano la limitazione della loro libertà. Il Giubileo ha sempre costituito l’opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società portando il loro contributo onesto. A tutti costoro giunga concretamente la misericordia del Padre che vuole stare vicino a chi ha più bisogno del suo perdono. Nelle cappelle delle carceri potranno ottenere l’indulgenza, e ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre, possa questo gesto significare per loro il passaggio della Porta Santa, perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà.

Ho chiesto che la Chiesa riscopra in questo tempo giubilare la ricchezza contenuta nelle opere di misericordia corporale e spirituale. L’esperienza della misericordia, infatti, diventa visibile nella testimonianza di segni concreti come Gesù stesso ci ha insegnato. Ogni volta che un fedele vivrà una o più di queste opere in prima persona otterrà certamente l’indulgenza giubilare. Di qui l’impegno a vivere della misericordia per ottenere la grazia del perdono completo ed esaustivo per la forza dell’amore del Padre che nessuno esclude. Si tratterà pertanto di un’indulgenza giubilare piena, frutto dell’evento stesso che viene celebrato e vissuto con fede, speranza e carità.

L’indulgenza giubilare, infine, può essere ottenuta anche per quanti sono defunti. A loro siamo legati per la testimonianza di fede e carità che ci hanno lasciato. Come li ricordiamo nella celebrazione eucaristica, così possiamo, nel grande mistero della comunione dei Santi, pregare per loro, perché il volto misericordioso del Padre li liberi da ogni residuo di colpa e possa stringerli a sé nella beatitudine che non ha fine.

Uno dei gravi problemi del nostro tempo è certamente il modificato rapporto con la vita. Una mentalità molto diffusa ha ormai fatto perdere la dovuta sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita. Il dramma dell’aborto è vissuto da alcuni con una consapevolezza superficiale, quasi non rendendosi conto del gravissimo male che un simile atto comporta. Molti altri, invece, pur vivendo questo momento come una sconfitta, ritengono di non avere altra strada da percorrere. Penso, in modo particolare, a tutte le donne che hanno fatto ricorso all’aborto. Conosco bene i condizionamenti che le hanno portate a questa decisione. So che è un dramma esistenziale e morale. Ho incontrato tante donne che portavano nel loro cuore la cicatrice per questa scelta sofferta e dolorosa. Ciò che è avvenuto è profondamente ingiusto; eppure, solo il comprenderlo nella sua verità può consentire di non perdere la speranza. Il perdono di Dio a chiunque è pentito non può essere negato, soprattutto quando con cuore sincero si accosta al Sacramento della Confessione per ottenere la riconciliazione con il Padre. Anche per questo motivo ho deciso, nonostante qualsiasi cosa in contrario, di concedere a tutti i sacerdoti per l’Anno Giubilare la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono. I sacerdoti si preparino a questo grande compito sapendo coniugare parole di genuina accoglienza con una riflessione che aiuti a comprendere il peccato commesso, e indicare un percorso di conversione autentica per giungere a cogliere il vero e generoso perdono del Padre che tutto rinnova con la sua presenza.

Un’ultima considerazione è rivolta a quei fedeli che per diversi motivi si sentono di frequentare le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X. Questo Anno giubilare della Misericordia non esclude nessuno. Da diverse parti, alcuni confratelli Vescovi mi hanno riferito della loro buona fede e pratica sacramentale, unita però al disagio di vivere una condizione pastoralmente difficile. Confido che nel prossimo futuro si possano trovare le soluzioni per recuperare la piena comunione con i sacerdoti e i superiori della Fraternità. Nel frattempo, mosso dall’esigenza di corrispondere al bene di questi fedeli, per mia propria disposizione stabilisco che quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati.

Confidando nell’intercessione della Madre della Misericordia, affido alla sua protezione la preparazione di questo Giubileo Straordinario.

Dal Vaticano, 1 settembre 2015

Francesco

 

Lettera di ringraziamento

 

…Certi del ritorno!

…insegnaci Signore a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore (Salmo 89)

 

 

 

Mi siedo al tavolo della mia scrivania, ancora con il cuore pieno di gratitudine, per questa passata edizione di “Aperti per Ferie”. Nella mente, invece, un motivetto di Angelo Branduardi, un autore che in qualche modo ha segnato la canzone italiana. Per chi mi conosce oramai da un po’ di tempo sa’ anche la mia passione per la musica, qualcuno l’ha scoperta al Mese di maggio.

Il motivo di questa canzone, letto in filigrana, esprime la sensazione del 26 Agosto, quando, le luminarie spente non riflettevano la luce della festa sul sagrato.

Cosa resta di questa rassegna è ancora presto a dire. Per ora immagini come quelle “dell’ultimo giorno del circo” (questo è il titolo della canzone): un manifesto lungo il viale che porta all’Arena, le stelle accese, c’è da far la spazzatura, lustrini fra la segatura…i tavoli vuoti.

Rimane certamente la concretezza di tutte quelle persone che nel silenzio hanno lavorato per la realizzazione di questa decima edizione.

Allora il grazie del parroco va a chi in cucina ha tagliato, fritto, arrostito, cotto le prelibatezze.

Grazie a chi ha montato, sistemato, pulito e riordinato l’Arena, il punto ristoro, il sagrato….chi ha innaffiato le aiuole, chi vendeva i biglietti della lotteria, chi invece stava alle casse per i biglietti, chi preparava e serviva il vino.

Grazie a chi mi ha affiancato nell’organizzare, a chi ha proposto la musica , la comicità, lo spettacolo di grandi artisti con tutta quella passione e professionalità che gli compete.

Grazie a chi in questi giorni ci ha criticato…in tutto… questo serve per farci crescere e mai abbatterci!

Grazie a chi con sacrificio non ha visto uno spettacolo e non ha mangiato un panino in venti giorni ma ha dato se stesso.

Un grande, personale, grazie va a chi ci ha fatto visita in queste sere, ha intessuto amicizie e ci ha incoraggiato… siete i benvenuti!

Dieci anni segnano un momento importante, un traguardo che chiude anche un era, per aprire nuovi sogni, nuove piste e nuovi slanci! Raccolgo una grandissima eredità, una rassegna da uno spessore elevato che deve crescere e maturare con l’apporto della comunità. Grazie a te don Giovanni che in questi anni l’hai promossa e sostenuta con tutta quella passione che ti contraddistingue…sappiamo che il tuo cuore e il tuo ingegno fa bene ovunque!

Come Padre di questa Comunità, so bene, infine, che il popolo di Casarlano, non resta a contemplare il vuoto del piazzale, come dice il testo della canzone e come io per un attimo ho fatto la sera di mercoledì. C’è in tanti la voglia di fare, di costruire…qualcuno parla pensa già per il presepe di questo inverno. La forza della comunità sta soprattutto nel cuore e nella passione del singolo!

Non manchi mai a ciascuno di noi l’altra dimensione, quella dell’ESSERE…ricordiamoci sempre che tutto quello che facciamo è sempre per la gloria di Cristo, il Crocifisso Risorto.

Buon Cammino.

Vostro

don Fabio

 

 

 

L’ULTIMO GIORNO DEL CIRCO

 

Han spento lucciole e lanterne

messo il leone nella gabbia

scambiato il fumo con la nebbia

domani il circo se ne va.

Le stelle accese nella tenda

sono tornate dei fanali

i clown degli uomini normali

domani il circo se ne va.

 

Passato il giorno della festa

ritorneremo a misurare

quel posto vuoto sul piazzale

domani il circo se ne va.

 

Passato il giorno della festa

ci resta il piccolo calvario

di spazi vuoti al calendario

domani il circo se ne va.

 

Han messo via le luminarie

smonttato tutto pezzo a pezzo

soldati e bimbi a metà prezzo

domani il circo se ne va.

 

Nel lampo breve di un istante

forse era solo un’illusione

l’uomo sparato dal cannone

domani il circo se ne va.

 

Passato il giorno della festa

resta un ricordo eccezionale

un manifesto lungo il viale

domani il circo se ne va.

 

Passato il giorno della festa

ci sono a far da spazzatura

lustrini fra la segatura

domani il circo se ne va.

 

Solo l’orchestra del silenzio

che non ha posto per partire

rimane a farci divertire

domani il circo se ne va.

Branduardi 1988

CORSO DI CRESIMA

Sono aperte le iscrizioni al corso in preparazione alla Cresima  dai 14 anni in su.

Eucaristia

Tu mi appartieni

Tu mi appartieni

1Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. 2Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare; 3poiché io sono il Signore tuo Dio, il Santo di Israele,  il tuo salvatore.

Isaia 43, 1-3a